Pubblichiamo riadattandolo al blog un comunicato del Comitato No TAV di Trento del 18.2.2026.
L’assemblea popolare del 7 febbraio a Trento contro il Piano di Utilizzo Terre (PUT) per la Circonvallazione Ferroviaria ha visto molti interventi e la partecipazione di circa 250 persone. E’ stata l’occasione di rilanciare la lotta . E’ sempre più chiaro che il TAV a Trento non è solo un disastro ambientale nelle aree inquinate di Trento Nord ma anche una minaccia per tutto il territorio provinciale, con una ventina di siti previsti per il deposito del materiale di scavo dalla Valsugana, alla Val di Cembra, da Trento a Rovereto, Arco, Ala, Val di Non, Vanoi, ecc.
Clicca qui per la videoregistrazione completa degli interventi in assemblea
Qui il video di apertura dell’assemblea “SLOI – Silenzi Letali Ombre Indelebili”
Il 12 febbraio i Comitati No TAV del Trentino sono andati sotto la sede dell’Agenzia Provinciale di Protezione Ambientale per contestare il suo silenzio complice rispetto all’approvazione del PUT e pretenderne la revoca. Anche questa iniziativa è ben riuscita ed è servita a mettere pressione a chi dovrebbe controllare il rispetto di ambiente e salute, ma troppo spesso invece gioca il ruolo di semplice “passacarte” per non disturbare la lobby politico-affaristica del TAV. Di seguito si trova il documento che in questa occasione i Comitati hanno inviato ad APPA, in cui tra le altre cose hanno dimostrato che l’Agenzia si è dimenticata persino quali sono i confini del Sito di Interesse Nazionale inquinato e di Trento Nord e sta lasciando passare l’intenzione di RFI di realizzare un deposito di materiale inquinato in area ex Carbochimica interna al SIN.
2026-02-12 Risposta ad APPA da Comitati No TAV e SBM
Qualche effetto queste pressioni lo hanno già sortito: è di questi giorni la notizia che APPA ha sconfessato le analisi sulle acque commissionate da RFI ad un laboratorio privato. “Inaffidabili e prive di valore scientifico”. Se ne accorgono solo ora? Meglio tardi che mai, per questo si deve proseguire la mobilitazione: a) per responsabilizzare chi decide e chi controlla sulla tutela della salute della popolazione e del territorio; b) per sottrarre a RFI l’enorme potere che ha assunto sui destini del Trentino; c) per pretendere barriere idrauliche immediate come cautela minima contro i veleni di Trento Nord.
Venerdì 20 febbraio i Comitati No TAV hanno indetto una conferenza stampa su questo tema presso la sala della associazioni in via Oss Mazzurana 54.
Di seguito anche una recente analisi sulle criticità del PUT