Le analisi critiche della questione del traffico merci lungo l’asse del Brennero sono un punto di forza storico dei movimenti No TAV dell’Alto Adige e del Trentino. Questa sintesi, nella versione aggiornata a fine marzo 2026, dimostra che la galleria di base e il quadruplicamento della ferrovia del Brennero – opere ambientalmente insostenibili, enormemente costose, di difficile realizzazione e rifiutate da buona parte delle popolazioni residenti nelle valli dell’Isarco e dell’Adige – sono comunque intrinsecamente inutili perché non rispondono al principale obiettivo dichiarato, il trasferimento modale delle merci dalla gomma alla rotaia.
Questo ultimo aggiornamento è integrato in particolare con il calcolo dei pedaggi di autocarri pesanti sulle autostrade di valico A13 e A22 a metà gennaio 2026 e con i dati di iMonitraf!, Annual Report 2025, secondo cui – come nel 2023 – continua la diminuzione del traffico merci su strada al Brennero mentre si registra un interessante aumento del traffico merci su ferrovia.
Segnaliamo gli aggiornamenti precedenti: a) con un quadro sintetico sui contrastati interventi in Germania per potenziare l’accesso ferroviario Nord al Brennero; b) con qualche elemento proveniente dal bando di gara per il rinnovo della concessione per la A22, che annuncia scelte per provare ad attirare ancora più traffico merci sull’autostrada; c) con una conferma della grande percentuale di traffico stradale merci deviato sull’asse del Brenneo (studio austriaco del giugno 2023); d) con nuovi dati che attribuiscono ancora più fondamento alla nostra stima sulla grande capacità attuale di trasporto merci della ferrovia esistente.